come

piccole

tracce

Laboratorio di fotografia a cura dell'Associazione Donne TerreMutate

Un progetto di

Con il contributo di

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Presentazione

di Valentina Valleriani, Associazione Donne TerreMutate

L’Associazione Donne TerreMutate, proseguendo il lavoro e l’impegno dell’omonimo Comitato attivo dal 2010, si costituisce nel 2013 con l’intento di realizzare la Casa delle donne a L’Aquila, un luogo di pensiero e pratica femminista, d’incontro e scambio con altri luoghi femminili, uno spazio collettivo di donne che abitano le tante “terre mutate” del nostro paese.

Tra le tante e varie iniziative realizzate, eventi nazionali, incontri, progetti e proposte presentate, che hanno animato l’attività dell’Associazione fino ad oggi, è specifico e significativo il progetto dedicato alla “narrazione delle donne” per ritrovare il valore del confronto e della relazione fortemente alterato e rimosso a seguito dei traumi derivanti dagli eventi sismici del 2009 e 2016.

In realtà è un vero e proprio percorso di ricerca che indaga su i tanti modi per raccontarsi, relazionarsi e conoscersi, che è cominciato con la scrittura e che ha già individuato la necessità di allargare lo sguardo e di passare dall’introspezione e dal sé verso l’esterno attorno a noi.

I laboratori di scrittura sono stati una esperienza collettiva di donne di età diverse, che hanno condiviso le proprie storie, esperienze e saperi e che hanno tramutato il ricordo individuale in memoria collettiva utilizzando la scrittura per raccontarsi, per lasciare una traccia di sé e per riscoprire momenti di solidarietà e di vicinanza tra donne anche molto diverse tra loro.

Il laboratorio di fotografia, di cui presentiamo i risultati, costituisce un importante ed originale passo in avanti nella promozione della “narrazione delle donne” perché ha consentito di approfondire le relazioni con gli spazi collettivi del territorio che le donne abitano, di riannodare i legami con la memoria, la cultura, i vissuti e i paesaggi che ci circondano.

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il laboratorio

Casa delle donne L'Aquila 2019-2020

Laboratorio fotografico a cura di Claudia Pajewski

Partecipanti: Nicoletta Bardi, Diana Biscaini, Antonella Cavicchia, Mirella Catinello, Valeria Delle Donne, Marina Giovannini, Iole Mattei, Marcella Passi, Marina Rotellini, Raffaella Sidoni, Valentina Valleriani, Alessandra Vernacotola.

Il silenzio condiviso

di Claudia Pajewski, fotografa

 

Ogni laboratorio fotografico è una storia a sé. Cambiano le aspettative in base all’età, agli interessi, all’esperienza pregressa di chi partecipa e di chi insegna. La resa finale, invece, è sempre determinata da un fattore imprescindibile: l’abbandono della cosiddetta zona di comfort. Senza questa tensione come può nascere lo stupore?

 

Ricordo una sottile ansia da prestazione all’inizio di questo percorso: quanto chiedere, che tipo di comunicazione impostare, quali temi trattare con donne con più esperienza di vita di me e una consapevolezza politica tanto strutturata? Chi guida, chi viene portata nella danza? E’ bello avere un pò di paura. Quella giusta, quella che permette il passo oltre la linea e il ritrovarsi nuove alla fine del percorso. Ricordo anche, il primo giorno di laboratorio, più di una partecipante sperare in una gita fotografica di gruppo. Abbiamo detonato tutto, in modo più o meno consensuale. Partendo da un tema comune, ognuna con i suoi tempi e da sola è andata in cerca del suo linguaggio e della sua urgenza narrativa.

La fotografia è una solitudine condivisa tra chi fotografa e chi viene fotografato, un incontro alla pari circondato dal silenzio. Questo insegnamento mi è stato regalato più di venti anni fa all’inizio del mio percorso professionale, e su questa strada le donne del laboratorio hanno scelto coraggiosamente di seguirmi, resettando ogni precedente aspettativa.

Questa piccola pubblicazione è la testimonianza del desiderio collettivo di abbracciare nuove visioni, per scoprire nell’altra qualcosa di sé. Tecnica, quindi, solo quanto basta, al servizio della voglia di sorprendere noi stesse.

il libro

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Edizione limitata di n°120 copie

51 pagine, 47 fotografie

dimensione 210 x 148 mm

© 2019 Associazione Donne TerreMutate

© 2019 le autrici per testi e foto 

Editing e impaginazione grafica: Claudia Pajewski
Editing dei testi: Loretta Del Papa, Claudia Mattogno,

Valentina Valleriani

Stampa: Tipolitografia 5M, dicembre 2019

Reportage di Nicoletta Bardi, Diana Biscaini, Antonella Cavicchia, Mirella Catinello, Valeria Delle Donne, Marina Giovannini, Iole Mattei, Marina Rotellini, Valentina Valleriani, Alessandra Vernacotola.

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Tutto-il-di-più
di Camilla Carè, curatrice

Come piccole tracce è arrivato inaspettato, come tutti i migliori regali. Sotto forma di libro fotografico formato A5, l’ho sfogliato con cura, perdendomi nei racconti di donne su vite di donne. C’è qualcosa in queste immagini che agisce e parla al limite, tra quello che si vede e quello che puoi solo intuire. Piccoli segnali trasparenti, tracce appunto, che lasciano aprire il margine della cornice fotografica, abbracciando non solo il soggetto ritratto, ma anche la ritraente. Ne avevo intravisto pezzetti, incontrate più volte nei racconti di Claudia. Queste donne che, impugnando per la prima volta l’arma dell’istantanea, catturavano colleghe, conoscenti, famigliari, lasciandomi scoprire la meraviglia.


Mi hanno portato per mano verso una riflessione sull’importanza; del marginale mi piacerebbe dire: scegliendo di ritrarre piccoli frammenti di vita, tra una grande azione e l’altra, limpidamente.

Margine, che tornava di nuovo, come per la cornice. Dalla radice MARG-: astergere, pulire. Un lavoro di cura che ha impiegato tradizionalmente le donne, che è stato oggetto (altrettanto tradizionalmente) di rivendicazioni femministe.

 

Mi piacerebbe dire che Valentina, Alessandra, Valeria, Marina, Iole, Mirella, Diana, Nicoletta, Marina, Antonella, hanno traslato questa nitidezza nel mezzo fotografico, restituendo immagini prive di fronzoli tecnici, asciutte, crude. Hanno lavorato ai margini sul margine. Abbiamo cercato, con Claudia e Filippo, di restituire questa nitida limpidezza nell’allestimento, togliendo la cornice e tutto-il-di-più che abbiamo potuto.

Benvenute, quindi.

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la mostra

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Sotterranei del Palazzetto dei Nobili, L'Aquila

1-5 marzo 2020

 

Allestimento a cura di Camilla Carè

Aiuto allestimento Filippo Zoccoli

 

Realizzata da Donne TerreMutate in collaborazione con Off Site Art

la mostra

virtuale

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A seguito dell'emergenza Covid-19 esplosa a marzo 2020,  la mostra "Come piccole tracce" è stata esposta presso il Palazzetto dei Nobili per soli quattro giorni. In luce di questo l'Associazione Donne TerreMutate, grazie al contributo della Fondazione Carispaq, ha scelto di renderla visibile in modo permanente su questa piattaforma, unitamente al suo percorso laboratoriale. 

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